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Il giorno in cui i morti ritrovarono la strada

Attività ispirata al racconto “Il giorno che i morti persero la strada di casa” da I racconti quotidiani di Andrea Camilleri

Utente Vittoria Di Grande

da Vittoria Di Grande

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Nel plesso scolastico S. Orsola, gli alunni della classe quinta hanno vissuto un momento speciale dedicato alla “Festa dei Morti”, un’antica ricorrenza, purtroppo perduta, che unisce memoria, affetto e tradizione. L’attività è iniziata, nei giorni che precedono la Commemorazione dei defunti, con la lettura di un brano di Andrea Camilleri, in cui l’autore, con la sua inconfondibile voce siciliana, racconta come in Sicilia la notte tra l’uno e il due novembre sia da sempre un momento di incontro tra i vivi e i propri cari scomparsi che fanno visita ai bambini lasciando dolci e piccoli doni come segno d’amore. Il percorso li ha poi portati a confrontare le usanze siciliane con quelle del resto d’Italia e con le coloratissime celebrazioni del Día de Muertos messicano, ricche di simboli, colori e allegria. Un’occasione per comprendere come, pur in forme diverse, in ogni parte del mondo la memoria dei defunti sia un legame vivo e prezioso. Il 3 novembre, la teoria è diventata esperienza concreta: entrando in classe, i bambini, non trovando il cestino dei doni lasciato in bella mostra per “i morti”, si sono messi subito alla “cerca” nei vari locali del plesso, proprio come vuole la tradizione, finché non lo hanno trovato colmo di regalini e dolcetti. Tra sorpresa e sorrisi, la classe ha vissuto un momento di autentica magia. Un’attività che ha unito letteratura, filosofia, cultura e tradizione, insegnando che ricordare non è solo guardare al passato, ma riconoscere le radici che ci sostengono nel presente. E così, per un giorno, i morti hanno ritrovato la strada della scuola e i bambini hanno imparato che ricordare può essere anche un modo dolce e gioioso di celebrare la vita. Nunzia Sortito